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Chi sono


Ecco la classica pagina che non si sa mai cosa scriverci, tanto che spesso non si sa mai cosa ci trovi.

Facendola breve, mi chiamo Paolo, classe '64, sono fondatore e amministratore di questo sito.

Facendola meno breve, nel Dicembre 2016, giusto prima di Natale, nel bel mezzo del cammin mi ritrovai con sta cosa renale qua, già al 3° stadio (su 5). La "scoperta" avvenne durante un ricovero per una causa diversa, una crisi di pressione alta, "stratosferica", mi dissero al pronto soccorso quella notte (290/160 e un battito oltre 120 pm che si alzava al minimo movimento). Mentre aspettavo in sala d'attesa, manco sapevo di avere pressione e battito cosi alti, non avevo avuto i classici sintomi (mi spiegheranno poi che si è alzata progressivamente negli anni, dando modo all'organismo di abituarsi, ma iniziando anche a fare danni in sordina). Comunque, credevo si trattasse di agitazione dovuta al forte stress di quel periodo (che certo ci ha messo del suo), pensavo quindi di sbrigarmela in poche ore, entro il primo mattino...

Invece ci vollero quattro giorni e tre notti in terapia intensiva per fare scendere la pressione, in quanto resisteva anche agli antiipertensivi via flebo. La prima diagnosi era "sospetta ipertensione maligna" che vuol dire na cosa dura da ripianare. Fortunatamente non era così ma fu comunque necessaria una lunga e continua infusione per endovena, notte e giorno, con un farmaco di cui non ricordo il nome, mi sembra un nitro derivato di qualcosa. Ovviamente non mi mancò tutto il corredo del caso: cuore ingrossato, ventricolo sinistro dilatato, vista offuscata e altre cosette, tutte quasi rientrate anche se non completamente e ad esclusione del danno ai reni e alla vista. Vabbè, per quella ormai sarà anche l'età...

Circa un mese dopo il ricovero per l'ipertensione ne ebbi un altro di circa dieci giorni per accertamenti sulla nefropatia, che comunque dagli esami nel primo ricovero era già palese e restava più che altro da indagare sulla causa (e cioè se il danno renale fosse a seguito del perdurare di una pressione alta o se piuttosto quest'ultima fosse conseguenza della malattia renale), e predisporre il relativo piano terapeutico.

Nel frattempo, tra i due ricoveri, mi ero anche concesso delle dolorose coliche renali (e via di nuovo al P.S.) per un calcolo che fortunatamente dopo quasi tre settimane a base di acqua venne espluso senza ricorrere ad interventi di alcun genere. Negli anni precedenti mi era già capitato altre due o tre volte. In pratica ho anche una predisposizione genetica alla calcolosi renale (litiasi in gergo medico). Me manca niente insomma.

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